Le prime tracce storiche della cotoletta (o costoletta) alla milanese risalirebbero al dodicesimo secolo: ne riferisce Pietro Verri che sottolinea la presenza del piatto denominato lombolos cum panitio fra le portate del pranzo delle festività solenni dei canonici di Sant’Ambrogio, santo patrono del capoluogo lombardo.

Il 17 marzo 2008, sulla base di questa citazione il Comune di Milano, ha assegnato alla “Costoletta alla Milanese” la “denominazione comunale” (De.Co.).

Nella tradizione meneghina la “cotoletta” per antonomasia è una fetta di lombata di vitello con l’osso, impanata e fritta nel burro. Quest’ultimo viene anche versato sulla cotoletta stessa alla fine della preparazione.

Nella versione più classica, la carne della cotoletta alla milanese deve risultare “alta”, morbida e deve essere caratterizzata da una colorazione rosata in prossimità dell’osso. In versioni più moderne, altrettanto interessanti e gustose, la cotoletta alla milanese è senza osso e viene resa più sottile attraverso la battitura operata prima dell’impanatura.